Il Pollino e il Parco Nazionale

Parco del PollinoLuoghi: Civita – Frascineto – Castrovillari – San Basile – Morano Calabro – Mormanno – Laino Borgo – Laino Castello – Parco Nazionale del Pollino.

Distanze: 70 km Luogo: Civita. Da visitare: Le Gole del Raganello.

Il paese sorge su un terrazzo sull’orlo della profonda e suggestiva incisione provocata nella roccia calcarea dal fiume Raganello (Gole del Raganello), sulle propaggini orientali del Pollino. Fondata dagli albanesi esuli, mantiene intatte le strutture edilizie dell’epoca che risentono profondamente della nazionalità e cultura dei fondatori, offrendo al visitatore immagini inconsuete. Vi si svolgono le più famose Vallje, danze e feste tradizionali in costume. Si ritrovano interessanti esempi d’archeologia industriale, quali le filande e vecchi mulini ad acqua.

Luogo: Frascineto. Da visitare: La Chiesa di Santa Maria Assunta – La Chiesa di San Pietro.

Situato sotto il versante meridionale del Pollino, anch’esso fu fondato dagli esuli albanesi, ma conosciuto per il suo apprezzato vino del Pollino DOC, prodotto dai suoi copiosi vigneti. Da visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa Basilicale di San Pietro del sec. XII, con la caratteristica cupola orientale e la Mostra permanente del costume albanese

Luogo: Castrovillari. Da visitare: Il Museo Civico – Il Santuario di Santa Maria del Castello – La Chiesa della SS. Trinità – La Chiesa di San Domenico.

Sita nella Valle del Coscile, ai piedi del massiccio del Pollino, è oggi un ricco e sviluppato centro urbano su cui gravitano ben 32 comuni della zona. Al centro della città si trova il Castello Aragonese, di forma quadrata, con torri cilindriche ai lati, ottimamente conservato, del 1490. La parte vecchia della città, custodisce oltre al citato castello, la Chiesa di S. Giuliano, il Conservatorio delle Pentite e la Sinagoga degli Ebrei, ma il tempio più suggestivo è il Santuario di S. Maria del Castello del sec. XI, che sorge su di un’altura a dominio della città. Da visitare, inoltre il Museo Civico di Archeologia e Geologia e la Pinacoteca “Gaetano Alfano”. Durante le feste del Carnevale, si svolge il Festival Internazionale del Folklore.

Luogo: San Basile. Da visitare: La Chiesa di Santa Maria Odigidria

Pittoresco paese d’origine e di lingua Arbëresh, ancora oggi parlata dalla popolazione, e situato sul versante Sud del massiccio del Pollino. Di certo interesse e la Chiesa del Monastero Brasiliano di S. Maria Odigitria, uno dei pochissimi di rito greco in Italia, nel quale si conserva un affresco trecentesco raffigurante la Madonna. Ogni anno in onore della Madonna della Misericordia si svolge una sfilata in costume Arbëresh.

Luogo: Morano Calabro. Da visitare: Il Castello – La Chiesa di San Bernardino – La Chiesa della Maddalena – La Chiesa dei SS. PIetro e Paolo.

Sicuramente uno dei centri più importanti e suggestivi del Parco Nazionale del Pollino. La posizione dell’abitato è inoltre un singolarissimo affaccio panoramico e un tempo strategico, sull’ampia Valle del Coscile, l’antica Sybaris. Alla sommità dell’abitato sorge il Castello Normanno, ormai diruto, ma i due insigni monumenti sono la Chiesa di S. Bernardino, fatta costruire a metà del 400 dal Sanseverino, e poco distante, la Chiesa della Maddalena, uno degli esempi più illustri del barocco calabrese (interno), mentre la facciata e di gusto neoclassico. Da vedere, anche la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo con statue di Pietro Bernini, e ai piedi della Serra del Prete (m.1000), trovansi i resti del Convento di Colloreto, fondato nel 1545.

Luogo: Mormanno.

Paese di antiche origini, si ritiene che sia stata fondata nel VI sec., appartiene all’inconfondibile regione geografica del Pollino, ponendo i suoi confini, attraverso il massiccio, accanto a quelli della Basilicata. Buona parte dell’abitato offre non pochi spunti degni di interessi per le architetture semplici e genuine, discretamente conservate, e tipiche della zona. Degna di attenzione e la Chiesa di S. Maria del Colle di origini quattrocentesche con la facciata in pietra e la Chiesa di origini bizantine di S. Caterina. Da visitare anche il monumentale Faro votivo, dedicato ai caduti calabresi nel mondo.

Luogo: Laino Borgo. Da visitare: Il Santuario della Madonna dello Spasimo – La Chiesa dello Spirito Santo.

Sorge tra i contrafforti del Pollino e quelli del Sirino, in una zona verde di boschi, forse nei pressi del sito dell’antica Laus o Tebe Lucana, che qualcuno vedrebbe dai ruderi emersi nella zona. Destano attenzione, sia la Chiesa dello Spirito Santo che il Santuario della Madonna dello Spasimo, costruito ad immagine della cappella di S. Elena che si trova a Gerusalemme, dal lainese Domenico Longo.

Luogo: Laino Castello. Da visitare: La Chiesa di San Teodoro – Il Castello.

Si trova nei pressi di Laino Borgo, a oltre cento metri più in alto del borgo. In posizione dominante, nelle vicinanze si trova il Castello Aragonese, i cui bastioni e le torri sono, ancora, discretamente conservati. Di sicuro interesse per il visitatore e la Chiesa di S. Teodoro.

Luogo: Parco Nazionale del Pollino.

Il Parco Nazionale del Pollino nasce nel 1993, su un territorio della superficie di 195 mila ettari, a cavallo tra la Calabria e la Basilicata. La geografia del Parco evidenzia due grandi aree montuose: la prima e più importante e quella che culmina con le vette del Dolcedorme (m. 2.260) e del Pollino (m. 2250) ed interessa il territorio della Calabria e quello della Basilicata; la seconda area e quella della catena montuosa dell’Orsomarso, sul versante occidentale calabrese. Dal punto di vista paesaggistico il territorio del versante calabrese appare duro ed aspro, segnato da forre e dirupi, diversamente da quello lucano che presenta invece una morfologia più dolce e smorzata. Tra le specie forestali, e di straordinario interesse il Pino Loricato (Pinus Leucodermis), presente unicamente nell’area del Pollino, considerato dagli studiosi un vero e proprio fossile vivente per talune caratteristiche bio-morfologiche da tempo scomparse nelle specie più evolute. È caratterizzato da una corteccia protettiva a placchette che vale il nome di loricato, cioè corazzato. Tra le altre specie forestali più rappresentative del Parco si segnalano il faggio, il cerro, l’acero di monte, l’abete bianco. Invece, vi è presente una vasta gamma di specie animali, ormai da tempo assenti nelle altre aree territoriali, tra cui il lupo, la lontra, il capriolo, il gatto selvatico, l’aquila reale, l’avvoltoio degli agnelli, il capovaccaio, il gufo reale ect. Trentadue comuni insistono dentro la delimitazione calabrese del parco, con il loro patrimonio archeologico ed artistico. Santuari, Conventi, Centri Storici, Castelli, offrono momenti di interesse alternativo alle passeggiate lungo gli itinerari del Parco. Feste religiose e momenti di folklore possono essere vissuti come immersioni in una vita diversa, ancora antica e bella.

La Sila e il Parco Nazionale della Calabria

Distanze: 44 km Luogo: Piana Caruso. Da visitare: La Chiesa di San Francesco.

Nel territorio di Corigliano Calabro, sorge Piana Caruso, una ridente localita di villeggiatura posta tra il torrente Cino e il Torrente Coriglianeto. Situata a 800 metri di altitudine, offre la visione di paesaggi incantevoli, tramonti meravigliosi e si presenta ai visitatori come un vero gioiello sia dal punto di vista naturalistico che paesaggistico.

Luogo: Sila e Parco Nazionale della Calabria. Da visitare: Il Parco

La montagna calabrese è normalmente identificata con la Sila. Longitudinalmente ha una estensione di 40 Km, mentre latitudinalmente ne misura circa 30. Tre sono le denominazioni che assume seguendo una distinzione territoriale. Sila Grande, posta al centro del massiccio, comprende i centri più popolosi ed attivi dell’altopiano, uno su tutti, San Giovanni in Fiore, ed i centri turistici più noti Camigliatello Silano e Lorica. La Sila Greca che si estende verso il mar Jonio e comprende la maggioranza dei centri albanesi e ricorda nel nome le migrazioni ricevute di antichi coloni greci e, successivamente di albanesi. La Sila Piccola e posta piu a sud nelle provincie di Catanzaro e Crotone. Tutto l’altopiano Silano, che si eleva fino ad altezze ben superiori a 1500 metri, e dotato di fitta vegetazione, pini larici, faggeti, castagneti, costituiscono boschi talvolta impenetrabili. Gli alti alberi, le rocce, le forme del paesaggio, i tre laghi maggiori danno d’inverno una immagine simile a quella di un paesaggio nordico. La primavera, dopo il rigido inverno, fa nascere nelle radure tra i boschi migliaia di fiori tra i quali splendide orchidee, crochi ed asfodeli, preparando una estate fresca e mite. La fauna, è sostanzialmente di tipo appenninico, comprende molte specie animali. Il visitatore avrà la possibilità di vedere il cinghiale, lo scoiattolo, varie specie di picchi, la ghiandaia, il colombaccio, diversi rapaci diurni e notturni, il corvo, la cornacchia, l’adorno, il falco, il lupo, la volpe, il cervo, il capriolo, la salamandra e diverse specie di vipere, bisce e lucertole. Il Parco Nazionale della Calabria pur essendo un parco particolare, in quanto diviso in due aree distanti tra di loro circa venti chilometri e appartenenti a due diverse province, e dotato di servizi funzionali, tra i quali possono ricordarsi un museo naturalistico, l’orto botanico, il giardino geologico ed il museo etnografico, oltre naturalmente i servizi necessari per vari tipi di escursioni.

L’Entroterra della Sibaritide

Luoghi: Tarsia – Terranova da Sibari – Spezzano Albanese – San Lorenzo del Vallo – Firmo – Lungro – Altomonte – San Marco Argentano.

Distanze: 88.1 km Luogo: Tarsia. Da visitare: L’Abbazia di Santa Maria di Camigliano.

Pare che sia l’antica Taurasia o Caprasia chiamata, poi con l’attuale nome in omaggio alla famiglia Tarsia che l’aveva infeudata. Rinvenimenti archeologici di stanziamento in eta classica greca si sono avuti presso la stazione ferroviaria e altri rinvenimenti sono stati trovati in localita Mandoleto, fra cui una statuetta bronzea di Herakles e un grande pathos frammentario jonico-arcaico decorato a rilievo, con la figurazione del mito di Herakles e Pholos, risalente al IV sec. a.C. Di sicuro interesse sono l’Abbazzia di S. Maria di Camigliano, edificio medievale, di fondazione benedettina, la Riserva Naturale del Lago di Tarsia e Foce del Crati e l’ex campo di concentramento fascista di Ferramonti

Luogo: Terranova da Sibari. Da visitare: La Chiesa di San Francesco – La Chiesa di Sant’Antonio ed il Convento – Il Castello.

Sorge su una collina a 350 metri sul livello del mare, a poco piu di 20 Krn dalla costa Jonica settentrionale. Assunse tale denominazione dopo l’Unita d’Italia. Pare che sia stata fondata, tra il IV e VII sec. d.C., dai superstiti di Turio, distrutta dai Crotoniati, e perciò chiarnata Turio Nova. Importanti reperti archeologici di varie epoche sono stati rinvenuti nella zona archeologica. La cittadina e stata sede arcivescovile, fin dai primi secoli del Cristianesimo, ha dato i natali a due pontefici: S. Telesforo e S. Dionisio. Degne di essere visitate, sono senz’altro Piazza Vittorio Emanuele dove si trovano edifici del XVII sec., i resti del castello medievale, la Chiesa e Convento di S. Antonio, la Chiesa di S. Nicola e la Chiesa di S. Francesco.

Luogo: Spezzano Albanese. Da visitare: Il Santuario della Madonna delle grazie.

Sorge tra le colline ad ovest della Sibaritide. L’origine è antichissima, tant’e vero che nei dintorni del suo territorio, sono state rinvenute, in epoche varie, necropoli della prima metà del ferro. Successivamente, nel secolo XVI, con l’avvento degli albanesi nella nostra regione, essi fermarono una massiccia presenza in questo comune ed oggi è un centro di rilevante importanza agricola. Da visitare il Santuario della Madonna delle Grazie e l’ottimo stabilimento termale, dotato di acque salse, bromurate iodurate, usate per bagni e inalazioni per le malattie del fegato e dell’intestino.

Luogo: San Lorenzo del Vallo. Da visitare: Il Castello – La Chiesa di Maria SS. delle Grazie.

Centro agricolo, situato tra le colline ad ovest della Piana di Sibari a 350 metri di altitudine, presso il corso inferiore del fiume Esaro. Nel suo territorio, come per Spezzano Albanese, sono state rinvenute necropoli della prima metà del ferro. È degna di visita la Chiesa Parrocchiale di Maria SS. delle Grazie, nella quale sono conservate tele rinascimentali del ‘500 ed il Castello Feudale, che domina il centro abitato, imponente costruzione a pianta quadrata del secolo XVIII-XIX .

Luogo: Firmo. Da visitare: Il Convento dei Domenicani.

Comune al centro dell’area più intensamente popolata dalle comunita Arberesh, tra Spezzano Albanese e Lungro. Nell’assetto urbanistico molte le opere che ricordano la tradizionale architettura del popolo ospite, uno su tutti, l’antico Convento dei Domenicani, che fu la dimora di Alessio Comite che guidò i profughi albanesi al loro arrivo nella nostra regione. In occasione della festa del patrono S. Atanasio, si svolgono una serie di feste proprie del folklore albanese.

Luogo: Lungro. Da visitare: La cattedrale di San Nicola di Mira.

Situata sulle falde del Pollino, a poca distanza dal Parco Nazionale. Antico centro religioso bizantino, ha il privilegio di ospitare la massima autorita religiosa della regione di rito greco-bizantino, il Vescovo o ” Eparca “. Capoluogo morale e culturale degli Albanesi in Calabria che vi parlano correntemente l’arberesh. Da visitare in particolare la Cattedrale greca di S. Nicola di Mira e le antiche miniere di salgemma, assai suggestive per le loro grotte ed i laghetti sotterranei.

Luogo: Altomonte. Da visitare: La Chiesa di Santa Maria della Consolazione – Il Castello Normanno – Chiesa di San Francesco di Paola – Il Museo Civico – la Chiesa di San Giacomo Apostolo.

Città sita nella valle dell’Esaro, rilevante per le opere d’arte che vi sono conservate. Da vedere la trecentesca Torre del Pallotta, il Castello Normanno e l’ Anfiteatro dove ogni Estate si susseguono una serie di spettacoli e manifestazioni, da citare il Concorso nazionale di Murales e l’importantissimo Festival dei Due Mari. L’obiettivo principale del visitatore resta, però, la Chiesa di S. Maria della Consolazione ed il Museo che porta lo stesso nome. Il tempio, rifatto nel 1336 per volontà di Filippo I Sangineto, rappresenta un significativo esempio di architettura gotico-angioina, il portale presenta un arco ogivale che sovrasta un arco ribassato. Di grande effetto e anche il rosone, grandissimo; il campanile presenta pregevoli bifore. L’insieme è di eccezionale bellezza. Molte delle opere custodite all’interno del tempio, sono state trasferite nel vicino museo.

Luogo: San Marco Argentano. Da visitare: L’Abbazia di Santa Maria della Matina – La Chiesa della Riforma – La Chiesa di San Giovanni.

La città, sorge su di un colle in posizione dominante la vallata del fiume Follone. Nei pressi del centro abitato, e ben conservata, la Torre cilindrica di grandi proporzioni, con un altezza di 18 metri e un diametro di 10 metri, costruita intorno al 1500 dai Normanni. Si puo visitare, inoltre, la Chiesa di S. Giovanni Battista, anch’essa di origini normanne, la Chiesa della Riforma e nei pressi del paese l’Abbazia di S. Maria della Matina, complesso medievale anch’esso di epoca normanna.

La Comunità Arbëreshe

itinerario le comunita arbereshLuoghi: San Giorgio Albanese – Vaccarizzo Albanese – San Cosmo Albanese – San Demetrio Corone – Santa Sofia D’Epiro.

Distanza: 25.9 km Luogo: San Giorgio Albanese. Da visitare: La Chiesa di San Giorgio.

Centro agricolo situato alle falde della Serra Crista d’Acri. Nel 1400 fu ripopolato da esuli albanesi di cui la famiglia egemone doveva essere quella dei Busa donde prese il suo nome originario “Mbuzati o Mbuzat”. Il casale apparteneva al feudo dell’Abbazia del Patire. La comunità di san Giorgio Albanese conserva ancora la lingua, gli usi, i costumi tradizionali, la tradizione e il rito religioso Greco-Bizantino. Da vedere è sicuramente la Chiesa parrocchiale dedicata al megalomartire San Giorgio.

Luogo: Vaccarizzo Albanese. Da visitare: La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli – Il Museo – La Chiesa della Madonna del Rosario.

E’ situato sul versante settentrionale della Sila Greca, alle pendici della Serra Crista d’Acri. Il paese è sorto verso il 1470, nel luogo dove il Principe Sanseverino di Bisignano, d’inverno, ricoverava le proprie vacche, aveva cioè il proprio vaccarizzo. Da qui il nome del paese. Da visitare le chiese della SS Maria di Costantinopoli sec.XVII di rito greco-bizantino, della Madonna del SS Rosario e la Chiesa della confraternita. Inoltre, di sicuro interesse è il Museo permanente del Costume Albanese. In albanese prende il nome di “Vakarici.

Luogo: San Cosmo Albanese. Da visitare: Il Santuario dei SS. Cosmo e Damiano.

Piccolissimo centro della comunità albanese, situato ai piedi della Sila Greca a 400 mt di altitudine e dista 10 Km dalla Piana di Sibari, posto interamente, all’interno di un territorio fiorente di ulivi. Da visitare il Santuario di San Cosmo e Damiano, che rappresenta uno dei gioielli artistici delle comunità arbëresh, con interessanti dipinti dei riti della liturgia greco-ortodossa d’ispirazione bizantina. In albanese prende il nome di “Strighari”.

Luogo: San Demetrio Corone. Da visitare: La Chiesa di Sant’Adriano.

Posto su un fertile declivio, disseminato di ulivi, con vista sulla valle del Crati. Il paese è centro culturale legato alla storia del collegio italo-albanese di S. Adriano, traslocatosi dal 1794 dalla sede di San Benedetto Ullano, la cui origine si collega alla fondazione dell’Abbadia greca nel 955 da parte di S. Nilo. Da vedere la Chiesa di S. Adriano secolo X-XII, di fattura pregevole l’interno affrescato con immagini di animali (pantere, leoni, serpenti). Inoltre, ogni anno si svolge la settimana della Comunità Arbëresh. In albanese prende il nome di” Shën Mitri “.

Luogo: Santa Sofia d’Epiro. Da visitare: Il Museo – La Chiesa di SAnta Sofia – La Chiesa di Sant’Atanasio.

Paese dalle tradizioni Arbëresh, situato tra i monti della Sila Greca e le pianure dello Jonio. L’origine di Santa Sofia e molto antica, mentre la denominazione “Epiro” fu aggiunta nel 1873. Nel 1192 Santa Sofia, fu feudo del Vescovo di Bisignano con bolla di Celestino III°. Ripopolata dagli albanesi alla fine del secolo XV. Da visitare la Chiesa di Santa Sofia, la Chiesa di Sant’Atanasio il Grande del 1742 con apprezzabili dipinti affrescati secondo lo stile greco-bizantino e il Museo del costume Albanese. In albanese prende il nome di “Shën Sofia”.

La Piana di Sibari

itinerario la pianana di sibariLuoghi: Cassano allo Jonio – Sibari – Corigliano Calabro – Rossano – Paludi.

Distanze: 67.2 Km Luogo: Cassano allo Jonio. Da visitare: Il Duomo – Il Museo Diocesano – La Chiesa dei Cappuccini – Il Castello – La Chiesa di San Giuseppe .

Città sulle falde meridionali joniche del Pollino. Nella sua fascia costiera è Sibari, oggi frazione di Cassano; la storia di quest’ultima, fin dal tempo più remoto, è piena di avvenimenti, specie nell’epoca romana. Segnaliamo il Castello della Pietra, i resti della torre Milone, la Cattedrale, il Santuario della Madonna della Catena e la Grotta di Sant’Angelo, in cui ci sono tracce del Neolitico.

Luogo: Sibari. Da visitare: Il Museo Archeologico – Gli Scavi archeologici.

Sulle rive del fiume Sibari, sono venuti alla luce i resti dell’antica Sybaris, grande città della Magna Grecia giunta a splendore e ricchezza è distrutta dai Crotoniani nel 510 a. C. e quelli delle colonie di Copia e di Thurii. Da vedere sono il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide e assolutamente gli scavi archeologici, dove è possibile accertare la presenza dei tre insediamenti (Sybaris, Thurium e Copia) in alcuni punti persino sovrapposti. La zona si trova a sinistra del fiume Crati, è attraversata dalla statale 106 Jonica comprende lo scavo di Parco del Cavallo e del Parco dei Tori. Sempre a Sibari vi è un moderno stabilimento termale ed il più grande porto turistico della Calabria, in località laghi di Sibari.

Luogo: Corigliano Calabro. Da visitare: Il Castello – La chiesa di San Francesco – La Chiesa dei SS. Pietro e Paolo – La Chiesa di Santa Maria – Il Santuario della Madonna della Schiavonea.

Nel cuore della Piana di Sibari, tra le pendici della Sila, il massiccio del Pollino e le acque del mare Jonio, trova posto un territorio le cui caratteristiche morfologiche si presentano estremamente variegate, si passa in pochi chilometri da paesaggi mediterranei a scenari alpini. Qui le civiltà greche, latine, bizantine, normanne, hanno segnalato l’esistenza di una terra, le cui caratteristiche sono tutte da scoprire. Notevole il Castello Aragonese del XV sec., elegante, solido, maestoso, con le 4 torri merlate, il mastio ponte elevatoio. All’interno importanti opere d’arte, tra le quali il trittico di Domenico Morelli (Madonna con Bambino e Santi) che fanno da cornice agli innumerevoli ed eleganti saloni. Da vedere, inoltre, il centro storico e le numerose chiese costruite tra XI ed XVII secolo: Chiesa SS. Pietro e Paolo, S. Antonio da Padova, Santa Chiara, S. Francesco di Paola, Sant’Anna, Santa Maria Maggiore. Nel proprio territorio, sulle rive del mare Jonio, troviamo Marina di Schiavonea (zona del Cupo), dove è possibile visitare la Torre del Cupo, il Santuario della Madonna della Schiavonea e il Quadrato Campagna. Un imponente fabbricato di forma rettangolare, costruito tra il 1846 ed il 1850 per volere del barone Luigi Campagna.

Luogo: Rossano. Da visitare: Il Duomo – Il Museo Diocesano – La Chiesa di San Bernardino – La Chiesa della Panaghia – La Chiesa della – Madonna del Pathirion.

Importante città sulla fascia Jonica tra Corigliano Calabro e Cariati, sita sulle pendici della presila Greca. Sorge su una collina di arenaria che domina il mare. E’ stato il centro più importante degli insediamenti della civiltà bizantina in Calabria. Per l’influenza esercitata dagli stessi nella vita del paese, sia dal punto di vista culturale che da quello urbanistico ed architettonico è stata denominata la “Ravenna del sud” o la “piccola Ravenna”. Guardando Rossano a distanza si resta colpiti dall’isolamento e dall’arroccamento della città, tipici del misticismo della cultura e tradizione bizantina. Le Chiese di S. Bernardino, San Panaghia, di S. Maria del Patire, di S. Maria del Pilere ma anche tutte le altre meritano di essere visitate. Una visita al Museo Diocesano si impone e non solo per ammirare il magnifico Codex Purpureus ma anche per le moltissime altre opere d’arte custodite. Invece, in Località Zolfara, è stato realizzato un modernissimo e spettacolare Acquapark “Odissea 2000”, col quale il nostro Camping-Villaggio è convenzionato.

Luogo: Paludi. Da visitare: L’Antico Teatro – Gli scavi archeologici.

E’ situato sul versante meridionale della Sila Greca, ed è un obiettivo di primaria importanza per il visitatore sensibile ai richiami culturali. Nei pressi del paese si trova il complesso archeologico di castiglione di paludi, il quale tra l’altro possiede una cinta muraria eccezionalmente conservata. Si può visitare il Teatro in parte intagliato nella roccia ed è suggestiva la visita a quella che sicuramente era la fonte dell’antica città. Inoltre nei pressi del paese, lungo la via che porta a Cropalati, è possibile trovare fonte con acque sorgive.

L’Alto Jonio Cosentino

itinerario alto jonio cosentinoLuoghi: Oriolo – Roseto Capo Spulico – Rocca Imperiale – Amendolara – Trebisacce – Villapiana – Cerchiara di Calabria – San Lorenzo Bellizzi.

Distanze: 135.1 km Luogo: Oriolo. Da visitare: Chiesa di San Giorgio – Castello.

L’abitato, di antichissime origini, sorge su uno sperone a dominio dell’intera zona, tra Amendolara e Rocca Imperiale. Per questo motivo vi venne costruito il grande Castello Feudale, monumento nazionale, a forma quadrata dall’imponente torrione. Da visitare, anche la Chiesa parrocchiale di S. Giorgio.

Luogo: Roseto Capo Spulico. Da visitare: Chiesa di Santa Maria della Consolazione – Castello medievale.

Situato sulla costa Jonica tra Amendolara e Rocca Imperiale. Da visitare il “Castrum Petrae Roseti” (Castello della Pietra di Roseto), costruito su un promontorio a picco sul mare, il vecchio centro di Roseto con la cinta muraria del XIII – XIV sec. e la bella chiesa della Consolazione.

Luogo: Rocca Imperiale. Da visitare: Il Castello – La Chiesa di Sant’Antonio – Il Duomo.

E’ l’ultimo e il più pittoresco paese della Calabria prima di passare alla Basilicata. Il paese si sviluppa intorno al ben conservato Castello Imperiale, fondato nel 1255 da Federico II di Svevia, anche se non si escludono nello stesso luogo insediamenti precedenti di epoca romana e altomedievale. Da vedere, anche la Torre costiera di guardia.

Luogo: Amendolara. Da visitare: L’Antiquarium – La Chiesa di Santa Margherita – Palazzo Grisolia.

Sorge a Km. 4 dalla S.S. 106 Jonica tra Trebisacce e la Marina di Roseto Capo Spulico. Si tratta di un comune di notevole importanza per continui ritrovamenti archeologici, su cui, forse insisteva l’antica Lagaria, città della Magna Grecia. Offre all’attenzione del visitatore due belle chiese, la Matrice e la chiesa dell’Annunziata, entrambe di epoca medievale e il museo archeologico dell’Antiquarium.

Luogo: Trebisacce. Da visitare: La Chiesa di San Nicola.

Posto quasi a guardia dell’Alto Jonio, entrando dalla Piana di Sibari, Trebisacce ha affidato per centinaia di anni ai suoi poderosi bastioni la difesa dai pirati Saraceni e in quello della Torre di guardia costiera. Da visitare: il centro storico e i resti dell’antica cinta muraria, la Torre del Saraceno e la Chiesa Parrocchiale. L’edificio è affiancato da una torre campanaria a cuspide e dotato di una cupola a cerchi concentrici di coppi sporgenti, di stile bizantino. L’interno diviso in tre navate è in stile barocco.

Luogo: Villapiana. Da visitare: Il Castello – Il Palazzo dei San Severino.

Situata a Km. 7,5 da Villapiana Lido, sulla costa a nord di Sibari. Fondata nel 1300, conserva ancora avanzi del Castello Medievale e del Palazzo dei Principi (sec XV-XVI).Due Torri difensive sorgono a Castelnuovo e Lavinaro. Nei pressi, la Chiesa Madre che è di origine gotica e l’Antro delle Ninfee Lusiadi, una grotta dentro la quale sgorgano acque termominerali. Di recente fondazione è Villapiana Lido, centro molto attivo e ricco di attività economiche.

Luogo: Cerchiara di Calabria. Da visitare: Il Castello – Il Santuario di Santa Maria delle Armi.

Sorge in eccezionale posizione a 715 m. di altitudine, sulla montagna carsica del Sellaro. Sono visibili imponenti resti del Castello trecentesco e nel centro storico sorgono, su impianti medievali, la chiesa di San Giacomo, che conserva una interessante tavola del sec. XVI raffigurante S. Nicola e la Chiesa di San Pietro. Poi il Santuario di S. Maria delle Armi, santuario basiliano, sito a 1000 metri d’altezza, al cui interno in una grotta è l’icona della Madonna delle Armi, graffita su una pietra. Il territorio di Cerchiara è caratterizzato da un notevole complesso di grotte; le più note sono: l’Abisso del Bifurro e l’Antro delle Ninfee. Notevole anche il complesso delle grotte della Serra del Gufo.

Luogo: San Lorenzo Bellizzi. Da visitare: torre campanaria – Raganello – le Grotte.

Il paese fu costruito dal marchese Fabrizio Pignatelli, per accogliere alcune famiglie contadine di Cerchiara e per coltivare i campi lontani da quest’ultimo borgo. All’ingresso del piccolo e pittoresco centro, ci imbattiamo in un’alta torre campanaria in pietra faccia vista, opera di abili maestranze locali. Il paesaggio circostante è roccioso e caratterizzato dai profili delle montagne e dallo scrosciare delle acque del Raganello che scorrono nelle sue splendide gole. Da esplorare sono le numerose grotte: Grotta del Banco di Ferro, Grotta delle Volpi, Grotta di Pietra S. Angelo. Altre grotte si aprono lungo la parete della Timpa S. Lorenzo, sullo strapiombo dell’Orrido del Raganello.